LBR iiwa: il robot per i ‘non robotici’

Telerobotlabs - LBR iiwa

Kuka e Telerobotlabs presentano LBR iiwa

Ecco l’innovativo robot LBR iiwa (vedi qui per il sito ufficiale). Prodotto dalla multinazionale tedesca Kuka, è stato presentato Giovedì 4 dicembre a Genova presso il quartier generale della Telerobotlabs, l’azienda scelta per studiare le applicazioni più avanzate e sperimentali. Ne hanno parlato i relatori: Loranzo Licalzi (scrittore e psicologo), Giorgio Metta (direttore iCub Facility, IIT), Alberto Pellero (Strategic Development Manager di Kuka Roboter Italia Spa), Patrizio Sale (DIpartimento di neuroriabilitazione – IRCCS San Raffaele pisana Roma), Francesco Becchi (DIrettore Generale Telerobotlabs).

LBR iiwa reddot award 2014

Fig:1. LBR iiwa ha vinto il reddot award nel 2014 (foto tratta da http://www.kuka-robotics.com/en/pressevents/news/NN_140505_LBR_iiwa_Red_Dot.htm)

Il nome completo è Leichtbauroboter iiwa e ha origini tedesche. Leichtbauroboter vuol dire lightweight robot, robot leggero, mentre iiwa significa intelligent industrial work assistant e porta con sé un concetto nuovo, l’idea di un assistente intelligente nel lavoro industriale.

Uomini e robot per la prima volta possono lavorare fianco a fianco nella risoluzione di compiti altamente complessi. “Le barriere protettive vengono meno, nascono nuove aree di lavoro e l’automazione trova spazi dove prima era impossibile: il livello tecnologico che fino a ieri, con la robotica cosiddetta convenzionale, era un punto d’arrivo oggi con LBR iiwa diventa un punto di partenza”, spiega Alberto Pellero.

Alberto Pellero

Fig.2: Antonio Pellero

“LBR iiwa è un robot intelligente che interagisce con gli uomini. E’ sensibile, leggero, flessibile, preciso. E’ dotato di sensori, percepisce gli ostacoli, impara e replica le azioni senza la necessità di una programmazione via software. E’ stato già utilizzato con successo nei sistemi di assemblaggio flessibili e sta lavorando future aree di utilizzo. La robotica industriale si apre a un nuovo ambito applicativo e va oltre per diventare, anche, robotica di servizio”.

LBR iiwa verrà utilizzato anche in campo sanitario, a partire dal settore riabilitativo, come ha illustrato il Prof. Patrizio Sale. “Il medico prende la macchina e la guida nel compiere un’azione, che simula il movimento terapeutico per la riabilitazione di un arto; il robot ha la capacità di memorizzarlo, di impararlo e di ripeterlo da solo. LBR iiwa è altamente flessibile e riconfigurabile, permette di creare programmi terapeutici personalizzati per le specifiche esigenze di ogni paziente”. E’ nato il primo robot per i non robotici.

“LBR iiwa è uno strumento, un robot ‘sicuro’ progettato per migliorare le condizioni di lavoro. Permette di riesaminare diverse applicazioni, legate alla manipolazione di materiali complessi, fino ad oggi non fattibili con robot industriali tradizionali. Consente di eseguire operazioni nocive o complesse senza che vi sia l’esposizione diretta dell’uomo, pensiamo a chi opera nelle acciaierie o nelle centrali nucleari. Questo robot apre nuove sfide” continua Francesco Becchi, “che si tratti di manipolare componenti molto delicati e morbidi, come modelli di cera per l’assemblaggio, di grappoli per fusione a cera persa, o di sottoporre una persona ad un ciclo di fisioterapia, è necessario un robot dotato di una sensibilità molto sviluppata al fine di controllare in ogni istante le forze esercitate nell’esecuzione del suo compito ed al contempo rilevare eventuali impatti non voluti con gli ostacoli nell’ambiente che lo circonda”.

LBR iiwa telerobotlabs

Fig.3: Una dimostrazione dell’alta sensibilità del LBR iiwa ai partecipanti durante la presentazione

E qual è il prossimo passo? “L’obiettivo è progettare il robot ‘per tutte le case’. Da Bill Gates a Google, si è discusso molto di una prossima nuova rivoluzione robotica. Il nostro obiettivo va al di là delle future applicazioni. Quello che vorremmo proporre e sviluppare è l’integrazione di questa macchina innovativa con qualcosa che superi la console o il joystick portando l’uso del robot allo stesso livello d’intuitività di uno smartphone. Vorremmo sviluppare un’interfaccia innovativa ed estremamente intuitiva che consenta di utilizzare il robot in modo semplice, senza bisogno di un manuale di istruzioni.”

Francesco Becchi

Fig.4: Francesco Becchi

Un robot come LBR iiwa non vuole essere solo una ‘macchina programmabile’ ma un ‘attrezzo’ facile da utilizzare, intuitivo come una chiave inglese o un cacciavite. Proprio per questo motivo, non è più da vedersi solo come parte di un impianto di automazione, ma apre la strada ad un nuovo tipo di approccio.

“LBR iiwa è una macchina nata per collaborare con gli uomini, è un frontiera prossima, un inizio. Chiude il cerchio della robotica industriale convenzionale e apre quello della robotica collaborativa, umana, flessibile, facile da utilizzare. E’ un robot amico” dichiara l’amministratore delegato di Telerobotlabs, Davide Corsini.

Davide Corsini

Fig.5: Davide Corsini

Oltre che alla grande industria, i robot potranno essere utili anche nelle PMI: “La maggior parte degli addetti ai lavori ritiene che le PMI siano il mercato con più alto potenziale proprio per quella robotica “nuova” e cooperante di cui stiamo parlando. Già oggi molte PMI impiegano robot in applicazioni convenzionali, quali ad esempio la saldatura o la manipolazione. L’obiettivo è fornire un dispositivo ragionevolmente economico, sufficientemente prestazionale e facilmente riprogrammabile” puntualizza Davide Corsini. “I robot sono estremamente diffusi in diversi settori dell’industria, tanto da essere, in molti casi, la soluzione più ovvia, rapida e immediata a tantissimi problemi di automazione. Come è riscontrabile dai numeri, i robot non tolgono lavoro alle persone, anzi eseguono lavori che gli uomini non possono fare. Ricordiamoci che dietro ad un robot, c’è sempre qualcuno che lo progetta, lo produce e lo fa funzionare”.

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Fig.6: LBR iiwas ha 7 gradi di libertà che le rendono altamente flessibile (foto tratta dal sito ufficiale http://www.kuka-lbr-iiwa.com/wp-content/themes/kuka_microsite/modalbild.php?ID=639)

E il futuro? I robot possono essere un possibile volano per l’economia, anche in Italia? “Sono molti i settori ancora ‘robotizzabili’, dove l’introduzione dei robot porterebbe prima ancora che un aumento della produttività, un innalzamento della qualità del lavoro umano. Se la ‘fabbrica’ totalmente robotizzata è, salvo qualche raro caso, ormai superata, occorre tenere presente che là dove c’è un robot che lavora servono persone che permettano al ‘sistema’ di funzionare. Siamo alle soglie di un’altra rivoluzione industriale che comporterà necessariamente una profonda e irreversibile trasformazione del sistema produttivo fino a coinvolgere il sistema sociale nel suo insieme se, e quando, i robot diventeranno i collaboratori di domani” conclude Corsini.

 

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