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L’impianto elettrico domotico, l’evoluzione tecnologica dell’impianto elettrico tradizionale

Domotics-architecture

Introduzione

Con il trascorrere degli anni e con la continua evoluzione tecnica dei materiali e dei componenti, l’impianto elettrico negli edifici civili e non solo ha integrato sempre più il suo ambito originario di semplice distribuzione di energia elettrica con la moderna tecnologia Home and Building Automation (HBA) più conosciuta con il termine Domotica, parola composta dall’insieme di  “domus”, che in latino significa casa, e “robotica” disciplina dell’ingegneria  che si occupa di studiare i metodi che permettono ad una macchina di realizzare il lavoro umano; nello specifico dello sviluppo di tutte quelle tecnologie mirate a migliorare la qualità della vita in tutti i luoghi abitati.

In realtà la Home Automation riguarda tutti i sistemi di automazione che interessano una singola abitazione fornendo servizi soprattutto a persone che in genere non hanno grande dimestichezza con sofisticate apparecchiature elettroniche per cui generalmente è composta da dispositivi che non necessitano di particolare competenza tecnica specifica, si pensi ad esempio a persone anziane o disabili che attraverso un semplice telecomando o un comando vocale possono utilizzare tutte le funzionalità di un impianto; mentre la Building Automation riguarda tutti i sistemi di automazione riferiti alla gestione di interi edifici in ambito residenziale (grandi condomini, alberghi), produttivo (fabbriche), assistenziale (ospedali, scuole), commerciale (negozi, centri commerciali) rivolgendosi prevalentemente ad operatori particolarmente esperti e per questi motivi gestisce funzionalità tecnicamente molto più complesse ed avanzate.

Tramite l’utilizzo combinato di elettrotecnica, elettronica, informatica e telecomunicazioni la domotica studia e realizza sistemi integrati per l’automazione di processi e controlli attraverso i quali è quindi possibile ottenere una migliore qualità della vita, maggiore sicurezza e soprattutto un notevole risparmio dei consumi energetici, Fig.1.

Fig.1 Architettura di un sistema domotico

Le funzionalità che possono essere automatizzate attraverso l’impiego di un sistema domotico si possono distinguere nelle seguenti categorie:

Il sistema domotico

La caratteristica principale di un impianto domotico è quella di utilizzare una vasta gamma di dispositivi capaci di comunicare tra loro all’interno di un sistema di gestione intelligente globale che comprende tutte le tipologie di impianto: elettrico, elettronico, idraulico, allarme e videosorveglianza, antincendio, dati; di conseguenza l’elemento fondamentale che caratterizza questo tipo di impianto è la rete di comunicazione ovvero un sistema composto da una linea fisica di comunicazione che collega i vari componenti denominata mezzo di trasmissione opiù genericamente BUS dal latino “omnibus” che significa per tutti ed è per questo motivo che la sua corretta pronuncia deve essere Bus e non erroneamente Bas come avviene in genere cercando di “inglesizzare” qualsiasi termine elettrico/elettronico; e una parte digitale che costituisce il linguaggio di comunicazione detta protocollo di comunicazione.

In pratica un sistema domotico è composto da una linea BUS che per mezzo di un protocollo di comunicazione digitale permette il dialogo tra le seguenti categorie di dispositivi, vedi figura 2:

Fig.2: Collegamento di un sistema domotico

I vantaggi di un sistema domotico sono molteplici, dalla separazione fisica tra le linee di potenza e quelle di comando, alla semplicità dell’installazione e dei collegamenti fino alla notevole riduzione della quantità di cavi impiegati, ma quello più importante è senza dubbio la possibilità di cambiare in qualsiasi momento la configurazione dell’impianto senza intervenire sui collegamenti. Infatti sfruttando le potenzialità del protocollo di comunicazione ad ogni dispositivo dell’impianto viene assegnato un proprio “nome” (indirizzo), per cui ogni componente sa cosa deve fare e quando lo deve fare ma soprattutto con quali altri dispositivi deve farlo; in questo modo ad esempio si può variare in ogni momento la funzione di un interruttore o le azioni di un sensore semplicemente riprogrammando gli indirizzi a cui impartire i comandi, in questo modo ad esempio un interruttore può diventare un deviatore oppure un sensore di luminosità può intervenire sia sulle tapparelle che sull’illuminazione  crepuscolare del giardino semplicemente riprogrammando il sistema.

I sistemi domotici vengono classificati in base alla loro architettura, ovvero al modo in cui i vari dispositivi sono collegati e comandati nonché alla funzione dell’unità di comando, nei seguenti tipi:

Fig.3  Architettura centralizzata
Fig.4 Architettura distribuita
Fig.5 Architettura mista

Il mezzo di trasmissione

Il mezzo di trasmissione più comunemente definito BUS (Binary Unit System), è il sistema impiegato per il collegamento fisico di tutti i dispositivi di un impianto domotico; in genere la scelta del mezzo trasmissivo più idoneo deve essere fatta in funzione dell’analisi dell’ambiente in cui deve essere effettuata la connessione, ovvero alla sua estensione, alla velocità di risposta ai comandi, all’immunità ai disturbi, non trascurando un giusto compromesso tra costi e prestazioni del sistema.

I mezzi trasmissivi possibili per la realizzazione di una rete domotica sono:

Fig.6: Doppini intrecciati

Il sistema bus con doppino intrecciato è quello che esalta al meglio le potenzialità dei sistemi domotici di home automation tanto da essere il mezzo di trasmissione più usato, affidabile, di facile installazione, con una buona velocità di trasmissione superiore a 100 Mb/s e soprattutto con costi notevolmente bassi.

E’ bene chiarire però, che la linea bus di un sistema domotico non deve essere considerata come una linea di trasmissione dati per telecomunicazioni e distribuzione multimediale caratterizzata da una determinata larghezza di banda e in grado di trasmettere informazioni complesse ad alta velocità, ma è una linea che deve trasmettere informazioni di qualità limitata e a bassa velocità.

A tale proposito, la norma EN 50090-9-1 “Home and Building Electronic System” definisce le seguenti classi HBES  per le linee bus:

Negli attuali sistemi domotici vengono impiegate esclusivamente linee bus di classe 1 e 2, ad esempio la classe 1 viene utilizzata per comandi di illuminazione, riscaldamento, condizionamento, ventilazione o per allarmi antintrusione, allagamento, gas, incendio; mentre la classe 2 viene utilizzata per telefono, citofono e videocitofono, diffusione sonora, videocontrollo.

Il protocollo di comunicazione

Il sistema di comunicazione, più comunemente definito linguaggio, con cui i vari componenti dell’impianto domotico dialogano tra di loro attraverso il mezzo di trasmissione è detto “protocollo di comunicazione”  che può essere di tipo:

Attualmente esiste un grande numero di protocolli di comunicazione, di seguito vengono riportati quelli principali:

Lo standard KNX (Konnex)

Lo standard KNX è quello che si è imposto maggiormente nel mercato mondiale, attualmente è il più importante e diffuso nel settore dell’automazione per il terziario e il residenziale; con oltre 300 costruttori e più di 15000 dispositivi certificati, rappresenta un sistema di comunicazione e certificazione riconosciuto a livello mondiale.

Lo standard KNX nasce nel 1999 per mezzo della fondazione Konnex formata dalla fusione di tre associazioni europee: EIB (European Installation Bus), BCI (Batibus Club International), EHSA (European Home System Association), è basato principalmente sulle specifiche EIB completate con alcuni meccanismi di configurazione sviluppati da BCI e EHSA, impiega come mezzi di trasmissione il doppino intrecciato, le onde convogliate a 110 kHz e 132 kHz, la radiofrequenza a 868 MHz e i raggi infrarossi.

Fig.7: il logo della Konnex

Attualmente è riconosciuto come standard europeo secondo la normativa CENELEC EN50090 e CEI EN 13321-1, dal 2006 è stato approvato come standard internazionale secondo la normativa ISO/IEC 14543-3 ed è approvato anche come standard cinese GB/Z 20965.

Una volta terminata l’installazione di tutti i componenti dell’impianto ovvero dopo aver effettuato tutti i collegamenti della linea bus e tutti i collegamenti elettrici delle varie utenze, occorre attivare la procedura di comunicazione tra i vari dispositivi effettuando una specifica operazione di configurazione; questa operazione è possibile utilizzando un particolare software denominato ETS (attualmente Engineering Tool Software, in origine denominato EIB Tool Software) che è parte integrante dello standard KNX con il quale è possibile effettuare oltre alla configurazione e messa in servizio iniziale anche la diagnostica ed il monitoraggio del sistema indipendentemente dal costruttore dei dispositivi. Il software ETS viene commercializzato dal consorzio Konnex in tre versioni:

Tramite il software ETS installato su un computer è possibile operare la configurazione indipendentemente dall’impianto ovvero senza essere collegati alla linea bus (offline), una volta terminata la configurazione sul computer ci si può collegare all’impianto tramite opportuna interfaccia, ad esempio RS232, USB, Ethernet, ecc, ed effettuare il download permettendo così all’impianto di funzionare autonomamente; l’operazione è analoga se si ha la necessità di effettuare modifiche o controlli su un impianto esistente.

Il consorzio Konnex attraverso rigorosi controlli certifica e garantisce oltre i vari costruttori anche i componenti che vengono certificati sulla base di tre modalità di configurazione:

–       S-Mode (System Mode) è un meccanismo di configurazione molto avanzato che richiede personale altamente specializzato, attraverso l’impiego del software ETS è adatto per la realizzazione di impianti complessi con sofisticate funzioni di controllo;

–       E-Mode (Easy Mode) i componenti con questa modalità di configurazione  sono realizzati con un insieme di parametri di default che permettono una rapida e facile installazione anche da parte di personale con una limitata preparazione tecnica;

–       A-Mode (Automatic Mode) è un meccanismo di configurazione che comprende dispositivi che possono configurarsi automaticamente senza l’intervento di tecnici particolarmente esperti e per questo utilizzabili direttamente dall’utente finale.

La struttura di un sistema KNX, vedi figura 8, è composta da vari dispositivi raggruppati in linee appartenenti ad un certo numero di aree collegate tra loro attraverso il mezzo di trasmissione; ogni linea può raggruppare al massimo 64 dispositivi, ogni area può essere composta al massimo da 15 linee e ogni sistema può comprendere al massimo 15 aree, di conseguenza ad ogni singolo sistema è possibile connettere fino a 14400 dispositivi diversi.

Fig.8: Architettura dello standard Konnex

Le varie linee sono collegate a quelle principali attraverso gli accoppiatori di linea AL, mentre le linee principali possono essere collegate fra loro attraverso gli accoppiatori di area AA; gli accoppiatori hanno la funzione di isolare elettricamente le parti del sistema in modo tale che un eventuale guasto elettrico di un singolo dispositivo non comprometta il funzionamento dell’intero sistema. Il collegamento fra le linee e la dorsale può essere realizzato indifferentemente in qualsiasi modo, vedi figura 9, devono però essere rispettate le seguenti condizioni dello standard KNX:

Fig.9: Collegamenti della linea Bus

Lo standard KNX suddivide i dispositivi in due categorie:

–       dispositivi di sistema sono gli alimentatori a bassissima tensione di sicurezza 24 V in corrente continua e i vari accoppiatori ovvero tutti quei dispositivi che svolgono le attività di supporto al sistema;

–       dispositivi dedicati che consentono l’attuazione delle funzionalità del sistema come i sensori, i comandi, gli attuatori. Questi dispositivi sono composti da due unità distinte una esclusivamente funzionale come ad esempio il tasto di un pulsante o una sonda di intensità luminosa o di velocità del vento, e una esclusivamente elettronica denominata BCU (Bus Coupling Unit) che direttamente connessa con la linea bus consente lo scambio e l’interpretazione dei segnali tra l’unità funzionale e il resto dell’impianto. L’unità BCU è un vero e proprio micro computer composta da: un microprocessore; una memoria EEPROM (Electronically Erasable Programmable Memory) che gestisce i parametri di configurazione; una memoria ROM (Read Only Memory) che gestisce il sistema operativo; una memoria RAM (Random Access Memory) che gestisce i comandi e lo stato del dispositivo; un modulo di trasmissione che permette il disaccoppiamento dei segnali dall’alimentazione, vedi figura 10.

Fig.10: Struttura di un dispositivo dedicato Konnex

Il protocollo di comunicazione Konnex è basato sulla trasmissione digitale dei dati di tipo seriale nella quale l’informazione è formata dalla sequenza di bit (il più piccolo elemento nel sistema numerico binario, la sequenza di 8 bit formano 1 byte) ognuno dei quali può assumere il valore di 1 oppure 0. In pratica lo stato logico 1 equivale al valore della tensione di alimentazione del sistema, mentre lo stato logico 0 equivale alla riduzione del valore della tensione di alimentazione con un impulso della durata di 35 μs. La comunicazione avviene con l’invio di messaggi chiamati telegrammi in presenza di un qualsiasi evento come l’azionamento di un pulsante o lo stato di un sensore, vedi figura 11; nell’intervallo T1 il dispositivo verifica che la linea bus non sia impegnata da altri telegrammi, al termine della trasmissione del telegramma il/i dispositivo/i destinatario/i con il tempo T2 verifica la corretta ricezione e a verifica positiva invia la conferma; nel caso in cui il telegramma non viene ricevuto in modo corretto la sua trasmissione può essere ripetuta fino a tre volte, se la ricezione del telegramma non viene confermata la procedura viene interrotta ed è registrata nella memoria del mittente. Ciascun telegramma è costituito da diversi campi suddivisi in pacchetti da 8 bit più alcune informazioni per verificare errori di trasmissione; in pratica un telegramma è costituito in successione dai seguenti campi:

Fig.11: Struttura del telegramma

Al fine di evitare inutili ripetizioni in caso di linea bus occupata o di un messaggio di allarme, il sistema è in grado di assegnare ai telegrammi uno stato di priorità nel seguente ordine:

Il Panorama normativo

Il sistema normativo per quanto riguarda la Home and Building Electronic System vede coinvolti i seguenti organismi:

La serie normativa più importante per quanto riguarda la HBES (Home and Building Electronic System) è la CENELEC EN 50090 (recepita in Italia come CEI EN 50090) che suddivisa in nove sezioni, stabilisce: i requisiti del sistema e dei componenti; i criteri per la progettazione, l’installazione, la verifica e il collaudo, vedi figura 12.

Fig.12: Struttura della norma EN 50090

Altre norme tecniche di riferimento sono:

L’evoluzione della progettazione impiantistica elettrica

Con l’impiego della domotica non è più sufficiente realizzare un corretto dimensionamento e cablaggio per garantire la funzionalità di un impianto elettrico ma occorre una corretta programmazione; rispetto alle ormai obsolete installazioni elettriche tradizionali un sistema domotico presenta notevoli vantaggi mettendo a disposizione degli utilizzatori dell’impianto tutte quelle funzioni di automazione, comfort e sicurezza che garantiscono una migliore qualità della vita integrando le seguenti funzionalità:

A seguito di questa rapida evoluzione tecnologica anche la progettazione di un impianto elettrico ha subito una radicale trasformazione, da semplice progettazione impiantistica elettricaè diventata progettazione impiantistica integrata. In particolare si parla di progettazione impiantistica integrata quando non vi è più una netta separazione tra i diversi tipi di impianto installati in un edificio, il risultato è un unico sistema multifunzione programmabile capace di controllare, coordinare e comandare le varie funzioni sia localmente che a distanza. Negli impianti tradizionali i vari progettisti operano in modo indipendente l’uno dall’altro, nel caso invece di un impianto domotico occorre una fattiva e costante interazione tra le varie progettazioni impiantistiche e di conseguenza tra i vari installatori: l’elettricista, l’idraulico, il serramentista, l’antennista, l’elettronico, l’informatico.

La diffusione di equipaggiamenti elettronici sempre più sofisticati nell’ambito domestico è diventato ormai un fenomeno inarrestabile che rende di fondamentale importanza un’attività di continuo coordinamento tra le diverse progettazioni impiantistiche che deve essere assunta dal progettista domotico (System Integrator) con competenze soprattutto elettriche ma anche orientate alla gestione della casa, alle telecomunicazioni, alla sicurezza di cose e persone, all’intrattenimento, alla termoidraulica, all’informatica; in pratica la figura professionale del progettista domotico (System Integrator) è la naturale evoluzione del tradizionale progettista elettrico. Questa nuova figura professionale deve essere perfettamente a conoscenza delle esigenze tecnologiche di tutti gli impianti di un determinato edificio garantendo una perfetta sintonia con tutte le altre figure professionali al fine di ottenere le migliori soluzioni possibili e soprattutto tutelare il committente dalle facili ed economiche soluzioni non standardizzate.

Le fasi della progettazione impiantistica integrata

Il compito di un buon progettista domotico, così come avviene anche per la progettazione elettrica tradizionale, oltre ovviamente a quello di un corretto dimensionamento delle linee e delle protezioni è anche quello di attuare  una procedura di esecuzione del progetto che deve essere realizzata rispettando nell’ordine le seguenti fasi:

  1. analisi delle esigenze e necessità del committente in questa fase preliminare è necessario rivolgersi direttamente ai distributori dei servizi in modo tale da far emergere in maniera chiara tutte le necessità e funzionalità da soddisfare, in questa fase errori di valutazione ed eventuali incomprensioni comportano errate progettazioni e di conseguenza errate installazioni dei sistemi;
  2. valutazione degli impianti e relativi componenti in questa fase è necessario predisporre un accurato elenco di tutti gli impianti e le relative apparecchiature da installare evidenziando tutte le modalità di controllo e comando delle varie funzioni in modo da evitare incongruenze e incompatibilità tra gli impianti ed il sistema di controllo;
  3. scelta del sistema domotico in questa fase devono essere scelti tutti i componenti del sistema domotico, la centrale di comando e controllo con eventuali future espansioni, il mezzo di trasmissione, il protocollo di comunicazione, i dispositivi di uscita e di ingresso; le scelte effettuate devono ottenere un giusto compromesso tra esigenze da soddisfare, caratteristiche funzionali del sistema e costi;
  4. elaborazione del progetto in questa fase vengono definite le posizioni delle apparecchiature (quadri elettrici, centrali di controllo, comandi, attuatori, sensori, apparecchiature di videocontrollo, ecc) e si realizzano layout planimetrici con la disposizione di tutte le apparecchiature e i comandi, delle scatole di derivazione, dei quadri elettrici, delle centrali di comando con i relativi schemi; si definiscono gli schemi elettrici dei quadri e si esegue il calcolo delle linee di potenza e delle protezioni, si definiscono inoltre eventuali particolari installativi strettamente dipendenti dalla complessità del progetto;
  5. mappa dei segnali e dei comandi, schema delle connessioni si tratta di predisporre apposite tabelle allo scopo di definire gli indirizzi di tutti i dispositivi di ingresso e di uscita del sistema e le relative connessioni, tenendo conto di tutte le necessità e funzioni richieste dal committente;
  6. specifiche e prescrizioni per la programmazione e manutenzione del sistema in questa fase occorre predisporre tutta la documentazione necessaria per una corretta programmazione e messa in funzione del sistema nonché le prescrizioni per la manutenzione ordinaria dell’impianto.

Alcuni consigli utili

Con la continua evoluzione tecnologica ed energetica a livello mondiale, soprattutto all’impiantistica elettrica, è richiesto un continuo adeguamento alle moderne tecnologie al fine di realizzare impianti sempre più sofisticati in rispetto delle prescrizioni normative relative soprattutto al raggiungimento di un consistente risparmio energetico; a questo proposito non c’è alcun dubbio sugli innumerevoli vantaggi che si possono ottenere con la realizzazione di un impianto domotico, per questi motivi in fase di progettazione e di installazione è bene rispettare le seguenti raccomandazioni:

Aggiornamento del 3 Luglio 2020 da parte di Paola Benedetti

Nuovo Decreto 48/2020 efficienza energetica + APE

Il 10 giugno 2020 è stato emanato e reso ufficiale il nuovo decreto legislativo 48/2020 che determina numerose novità riguardanti il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici e il tema delle prestazioni energetiche del settore edile.

Il fine di tale Decreto è l’accelerazione delle ristrutturazioni per edifici esistenti e la realizzazione di nuovi edifici con zero emissioni entro il 2050. La normativa, ad esempio, incentiva l’utilizzo di sistemi di domotica (ICT) per il controllo efficiente dei consumi e l’automazione di alcuni impianti. Per quanto riguarda l’attestato che documenta le condizioni energetiche dell’edificio (APE), ora è stata resa obbligatoria la produzione in casi specifici, quali, ad esempio: edifici soggetti a interventi di ristrutturazione massicci, edifici sottoposti ad ampliamento e creazione di nuove unità o demolizione.

Se vuoi appronfondire la tematica e apprendere maggiori informazioni, leggi l’articolo completo su https://www.fornitura-lucegas.com/decreto-efficienza-energetica/

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